Impronte

Una performance itinerante regia di Giulietta De Bernardi
Con Giulietta De Bernardi, Alberto Danzi e Arianna Uda
Collettivo Informale Camera Chiara

Molti uomini hanno un demone segreto, un male che nutrono, un drago che li
rode, una disperazione che abita la loro notte...
Victor Hugo

La guerra che verrà
Non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.
Bertold Brecht

Impronte è la continuazione di una performance nata sul confine tra Italia e Francia, sul piccolo San Bernardo, un luogo abitato e attraversato da turisti, motociclisti, camminatori senza troppe domande, ma se invece ad attraversare quel confine è qualcuno che non può farlo alla luce del sole? Che deve aspettare il buio, il buio amico che ti nasconde?

O che deve lasciare i propri abiti, come avviene tra le montagne del Caucaso, per entrare nei panni di qualcuno che ancora non è?

Una performance itinerante nel paesaggio, quindi un site-specific che invita gli spettatori ad entrare in un viaggio percettivo e immersivo in quello che il tempo nel suo svolgersi ha lasciato, quello che resta diventa palcoscenico di memorie tra mito e realtà, tra figure lontane, diventate già simbolo, e voci attuali del guerriero presente. Si chiude quando si apre oltre il confine...tracciare il confine è il primo gesto della vita...

E tu che non sei ancora mito e neppure esule, tu che sei qui, quanti confini hai attraversato? Quanto altrove hai incontrato? Quante volte ti sei immaginato là con i tuoi sogni le tue aspettative? Quante volte ti sei sentito sbagliato perché estraneo perché lontano? Eppure non sapresti neanche chi non sei…io so chi non sono davanti a te.

Corpi, musica, parole compongono una drammaturgia (visiva) legata ai luoghi attraversati, evocando figure quali Ulisse, che torna a casa, ma nessuno lo riconosce, Cassandra che, davanti ai leoni senza testa di Micene, sola denuncia le follie della guerra e sola va alla morte, per approdare a quadri contemporanei con la prosa in prima persona dell’antropologo iraniano Shahram Khosravi che accompagna la figura dell’esule...

In esilio ti manca letteralmente la terra sotto i piedi. Vivi in bilico, l’esilio è una parentesi che non si chiude mai perché il ritorno è solo un mito, un sogno irrealizzabile. Quando Ulisse torna a Itaca, nessuno lo riconosce, nemmeno la sua amata Penelope. Ma a dispetto della sua illusorietà il pensiero del ritorno mantiene viva la speranza. allevia il peso intollerabile dell’estraneità.
Rivolgersi in biblioteca e controllare i social per informazioni aggiornate. E' una performance itinerante, prevedere calzature e attrezzature adeguate.